Non è la festa della sinistra, è la festa nazionale della Repubblica nata dalla Resistenza contro il nazifascismo.
Chi non si riconosce in questa semplice verità, nasconde qualcosa. Non ha fatto i conti con la Storia. Fa finta di dimenticare che nel CLN erano presenti tutti i Partiti, dai comunisti ai monarchici.
Fatta questa premessa, vorrei dire che per me , oggi, la lotta di liberazione nazionale per l’Italia non riguarda più il nazifascismo, ma il colonialismo statunitense che ha trasformato ila Repubblica in un protettorato. Tutto è iniziato immediatamente dopo il 25 aprile del 1945,quando i servizi segreti anglo americani imposero alla neonata Repubblica italiana, il mantenimento della struttura burocratica fascista, inclusa la magistratura. Per gli alleati, da subito, il nuovo nemico da combattere, non era più il nazifascismo, ma era diventato il comunismo. E con la spartizione del mondo sancita poi a Yalta, anche l’Unione Sovietica di Stalin, accettò di lasciare agli anglo americani l’Italia e l’Europa occidentale, in cambio della Europa Orientale. Questa realtà politica era stata del resto già stata accettata, obtorto collo, dal PCI di Togliatti con una amnistia generale, che in nome della pacificazione, non persegui’ i fascisti che avevano commesso crimini orrendi, fossero burocrati dello Stato o squadristi da strada.
Con la caduta di Stalin poi progressivamente, l’Europa Orientale si liberò dai governi telecomandati da Mosca, mentre da noi nessun Partito Comunista e men che meno nessun governo tentò di liberarsi dal controllo politico americano. Al contrario negli anni ’70 l’Italia rischiò il colpo di Stato e pagò con le stragi , la prospettiva di un ingresso del PCI nel governo, elaborata da Aldo Moro e Berlinguer.
I servizi segreti americani furono registi della manovalanza stragista dell’epoca. E nulla servi’ la complicità del PCI nel colpire la sinistra extraparlamentare ( il giudice Gerardo D’Ambrosio che sentenza “malore attivo ” il defenestramento di Pinelli e poi il Ministro ombra del Pci, Pecchioli nel manovrare il pentito Marino contro Lotta Continua per l’omicidio Calabresi) come non servi a nulla il denunciare le stragi come fasciste ,omettendo il ruolo degli americani. Del resto non era neppure servito a nulla la dichiarazione di fedeltà alla Nato di Berlinguer anche dopo lo scioglimento del Patto di Varsavia e la fine della Unione Sovietica.
Nei decenni successivi, invece , il vassallaggio dell’Italia agli Stati Uniti si manifesta nel sostegno passivo alle guerre per il petrolio e ai colpi di Stato fomentati dagli Stati Uniti in mezzo mondo , fatto salvo il sussulto di dignità di Bettino Craxi a Sigonella.
Nei giorni nostri questo vassallaggio si manifesta nel credere che la Russia di Putin voglia invadere l’Europa e che l’invasione della Ucraina sia solo un primo passo di una restaurazione territoriale che minaccia pure Roma. Ma qui si andrebbe ad affrontare un capitolo ampio che sposterebbe il focus di questa riflessione.