Gli americani. Continuità nella diversità.

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Una volta rovesciavano i governi per il petrolio, adesso il business si allarga: materie prime  e controllo dei governi a loro immagine e somiglianza.

Prima andavano a caccia di petrolio presentandosi come esportatori di democrazia fomentando colpi di Stato e destabilizzazioni.Adesso, il neo Presidente al secondo mandato, ha affermato il principio “prima di tutto il business” assunto a etica politica di governo, adottata per Gaza e per l’Ucraina. Poi ha prospettato un altro salto quantico: appena trasformare lo Stato in impresa commerciale , è passato ad emulare la pratica imprenditoriale della criminalità organizzata. Ha fatto sequestrare un capo di governo, uccidendo nel sonno i 40 uomini della sua guardia personale , presentandosi come esportatore di giustizia nella lotta contro il narcotraffico. Ora lo processa e parallelamente tratta con la vicepresidente del sequestrato, per estorcere 50 miloni di barili di petrolio barattando rimessa in libertà del sequestrato e trasformare il Paese in un protettorato statunitense a tempo determinato: due anni. Giusto due anni per ottenere il prezzo del riscatto, 50 milioni di barili e far gestire direttamente dalle multinazionali americane la produzione del greggio, anche investendo cash per aumentare la produzione e destinare gli utili ai due popoli. Azzardo, 90% per gli Usa e 10%per il Venezuela. Poi libere elezioni consentendo anche una continuità di governo e di potere, sia pure sotto tutela, senza pensare ad un colpo di Stato classico che provoca destabilizzazione e nuoce alla produzione e al business. No Trump sa che le mafie non sono mai contro lo Stato, ma sono per entrare nello Stato, vogliono trattare con lo Stato. E non è che l’inizio. Adesso nel mirino c’è la Groenlandia da comprare con denaro e/o sotto ricatto. Per motivi di sicurezza. Certo. La Cina è vicina.
Intanto il resto del mondo occidentale, attonito, guarda, condanna fermamente o condanna con prudente moderazione, ma comunque impotente di fronte alla metamorfosi che vede una tradizionale politica estera americana, aggressiva e ipocrita, foriera di conflitti e destabilizzazioni, trasformarsi in una poltica di criminalità chirurgica, dove al colpo di Stato si preferisce l’assassinio mirato, e insieme la continuità del regime, mantendo il controllo del potere delegato ma cicoscritto.
Così la vicepresidente di Maduro forse potrà continuare a governare, una volta approvato il riscatto concordato in petrolio e appaltando la produzione agli Usa. E paradossalmente con più rispetto dei diritti civili degli oppositori. Vedi la liberazione di numerosi prigionieri politici avvenuta poco dopo il sequestro.
Intanto il resto dell’occidente alleato, volente o nolente può solo sperare che il trumpismo imploda, che non sia in grado di arricchire l’elettorato a cui ha promesso ricchezza e che si accorga che ad arricchirsi sono quei miliardari che ricchi già sono. E poi il business delle terre rare Ucraine o di una Gaza di vacanze per turisti serviti dai palestinesi sopravvissuti e come si ricollocherà in questa nuova fase di un colonialismo tra il business e la criminalità fatta Stato? E soprattutto quando e quanto sarà possible per gli americani accorgersi che sono passati dalla brace democratico-repubblicana alla padella del trumpismo criminale? Trump e Putin riusciranno a trovare l’accordo per una ridefinizione del mondo fondata sulla spartizione del bottino, sulla cancellazione totale del Diritto in nome della Forza? E la Cina, si accontenterà di avere in pasto l’Africa e poi Taiwan sia pure con la classica formula di una generale “ferma condanna” o ” fermo dissenso” adottata ormai con larga reciprocità da tutti gli attori psicopatici o impotenti che siano?
La sensazione è che la tigre cinese sia in paziente attesa che si compia definitivamente la eclissi, di fatto, del Diritto Internazionale, per annettersi Taiwan, come accadde per il Tibet.
Certo, il mondo rimane sempre un gran bel posto per vivere, pieno di cose belle, di persone anche ordinarie e addirittura di esseri umani evoluti, di creatività e di eventi meravigliosi. Ma l’ombra di questo stesso mondo è proprio oscura e non è cosa buona di mettere la testa sotto la sabbia o girarsi dall’altra parte. Per questo ogni tanto vi porgo riflessioni notturne, piccoli sprazzi che non hanno pretesa di includere tutto e quindi carenti di tanto, ma forse, sufficienti e utili per porsi dei dubbi e degli interrogativi e sfuggire a insani desideri di schierarsi da qualche parte, in questa guerra tra bande.

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