Ucraina: fino alla vittoria?

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Zelensky, Stati Uniti, Europa non parlano più di trattative.

Ormai era chiaro almeno da agosto, ma adesso Zelensky l’ha dichiarato apertamente: per lui, l’unica via per finire la guerra sono le armi, confermando il suo recente “avanti : fino alla vittoria”.
Perché il leader ucraino ha abbandonato ogni parola che si richiami a una trattativa di pace? Perché l’hanno abbandonata in primis tutti i governi occidentali. Cosa dovrebbe pensare Zelensky? Questi gli inviamo armi e non parlano più da tempo di trattativa, tutti proni sulla linea angloamericana che coerentemente non ha mai parlato di pace,fin dall’inizio. Quindi giustamente lui interpreta questo atteggiamento, come un incondizionato sostegno alla sua guerra fino alla vittoria.
Sta quindi sempre più prevalendo in Occidente, una non dichiarata politica che vuole usare il nazionalismo esasperato del governo ucraino, sostenuto del resto dalla maggioranza del suo popolo, per sconfiggere la Russia col combinato disposto armi e sanzioni.
Questo gioco d ‘azzardo occidentale sembra poter avere due conclusioni: la caduta di Putin e la sconfessione del suo tentativo di porre fine a questi otto anni di guerra con l’invasione dell’Ucraina, oppure con l’escalation militare da parte Russa protraendo la guerra e impiegando per intero le sue forze armate.
Osservate chi sostiene di fatto la linea di Zelensky per una vittoria finale con anni e anni di guerra, distruggendo la nostra economia, impoverendo l’ Europa e causando decine di migliaia di morti e chi vorrebbe fermare l invio di armi e condizionare gli aiuti ad una reale trattativa di pace dove si riconoscano i diritti delle minoranze ucraine filo Russe. E se ben ricordate, quando avvenne l’invasione russa, questa era la linea prevalente in Europa, prima di cedere alla volontà egemoniche statunitensi.

Una risposta

  1. Francamente credo che gli Usa stiano ricattando l’Europa in un modo evidente (con l’appoggio ai governi falchi del nord est in funzione anti tedesca, francese e italiana
    ) e, temo, in modo più nascosto. Come complottista sono piuttosto cauto, ma tenderei a considerare la pandemia come un tassello di un piano, piuttosto che come una sfortunata coincidenza.

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